Statuto

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CAPO I - NORME GENERALI

Art. 1
Natura giuridica e sede

1. Il comprensorio alpino di caccia, denominato Alta Valtellina, è individuato dal piano faunistico –
venatorio provinciale ai sensi della L.R. 16 agosto 1993 n. 26 e successive modifiche ed è istituito
dalla provincia, sulla porzione di territorio della Comunità Montana Alta Valtellina, assegnata
per l’attuazione della caccia programmata, secondo gli scopi previsti in particolare dal presente
statuto.
2. La superficie e il perimetro sono indicati nelle delibera provinciale di istituzione.
3. Nei successivi articoli, per brevità il comprensorio alpino di caccia è denominato C.A..
4. Il C.A. è una struttura associativa senza fini di lucro, che persegue scopi di tutela e gestione del
territorio e della fauna selvatica.
5. Ha sede in Bormio via Manzoni snc.

Art. 2
Funzioni e compiti

1. Ai fini di una corretta gestione del territorio e della fauna selvatica, della tutela delle produzioni
agricole, della valorizzazione e ricomposizione di habitat idonei al mantenimento e all’incremento
delle popolazioni della fauna selvatica all’interno del territorio di propria competenza, così come
individuato dai propri piani poliennali e dal piano faunistico – venatorio della provincia, il C.A.
esplica le funzioni ed i compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente, nonché quelle attività
che si rendano comunque necessarie al conseguimento delle proprie finalità istituzionali.

CAPO II - ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

Art. 3
Organi sociali

1. Sono organi del C.A.:
il presidente;
il comitato di gestione;
l’assemblea dei cacciatori iscritti;
il collegio dei revisori dei conti.

Art. 4
Funzioni e compiti del presidente

1. Il presidente del C.A. è eletto, con voto segreto, dall’assemblea dei soci tra i componenti del
comitato di gestione, ai sensi dell’art. 30 comma 9 della L.R. 26/93. Qualora nessuno dei
candidati abbia ottenuto la maggioranza assoluta, si procede alla votazione di ballottaggio tra i
due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. Nella votazione di ballottaggio
risulta eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti; in caso di parità viene eletto
il candidato più anziano di età.
2. Il presidente ha la legale rappresentanza del C.A., e svolge le seguenti funzioni:

a) convoca e presiede l’assemblea dei cacciatori iscritti ed il comitato di gestione stabilendone
l’ordine del giorno;
b) sovrintende ai compiti amministrativi e assicura l’osservanza delle norme di legge dello
statuto e dei regolamenti e l’esecuzione delle decisioni degli organi sociali;
c) sovrintende al personale ed ai collaboratori;
d) firma gli atti e la corrispondenza;
e) nomina il vice – presidente, scegliendolo fra i membri del comitato di gestione, e può
deliberare, in caso di necessità ed urgenza tali da non consentire la convocazione del
comitato di gestione, sulle materie di competenza del comitato stesso. Tali deliberazioni
devono essere comunicate al comitato di gestione nella sua prima successiva adunanza per la
ratifica;
f) può delegare a membri del comitato di gestione funzioni di propria competenza;
g) può proporre al presidente delle provincia la sostituzione di uno o più membri del comitato di
gestione per accertate e ripetute inadempienze o assenze non motivate. La sostituzione
avverrà così come previsto dal successivo art. 15.

Art. 5
Organi sostitutivi del presidente

1. In caso di assenza o di impedimento, ed in ogni caso nell’ipotesi di necessità ed urgenza, il
presidente è sostituito, nelle sue funzioni, dal vice – presidente.
2. Nel caso di dimissioni o impedimento definitivo del presidente, il vice – presidente o, in sua
assenza o impedimento, il membro più anziano di età del comitato di gestione, deve riunire, entro
dieci giorni, il comitato stesso, per provvedere alla nomina del sostituto. Nel frattempo, e fino a
nuova elezione, il vice – presidente o, in sua assenza il membro più anziano del comitato, svolge
le funzioni del presidente con i soli poteri di ordinari amministrazione, mentre la straordinaria
amministrazione è provvisoriamente di competenza del comitato di gestione.

Art. 6
Comitato di gestione e suoi compiti

Il comitato di gestione è nominato con provvedimento del presidente della giunta provinciale ed
ha la composizione di cui all’art. 30 della L.R. 26/93 e successive modifiche.
2. Le riunioni del comitato di gestione, che prende le sue decisioni mediante deliberazioni sono
valide ove vi prendano parte almeno la metà più uno dei componenti; le decisioni vengono prese
a maggioranza dei presenti ed in caso di parità prevale il voto del presidente.
3. Il comitato di gestione viene convocato dal presidente ordinariamente non meno di quattro volte
all’anno e quando ne sia fatta richiesta scritta al presidente, con indicazione degli argomenti da
trattare, da almeno un terzo dei membri o su richiesta dal collegio dei revisori dei conti.
4. La convocazione del comitato di gestione avviene in forma scritta, mediante lettera
raccomandata e portata a conoscenza con preavviso di almeno 8 giorni, oppure, in via
d’urgenza, tramite avviso telegrafico effettuato due giorni prima della convocazione stessa.
5. Il comitato nomina un segretario al quale spetta il compito di redigere i verbali delle riunioni e di
curare il registro dei verbali delle adunanze del comitato, nonché ogni altro compito indicato dal
comitato stesso.
6. Copia delle delibere adottate dal comitato, relative all’approvazione dei bilanci, dei piani
poliennali e dei piani di immissione e prelievo, deve essere trasmessa per competenza alla
provincia, entro e non oltre 30 giorni dalla loro approvazione. Copia di qualsiasi altro atto
deliberato potrà essere richiesto in qualsiasi momento dalla provincia e dai soci.
7. Il comitato di gestione svolge compiti ad esso attribuiti dalla L.R. 26/93.
8. Spetta al comitato di gestione:
a) proporre all’assemblea dei cacciatori iscritti l’approvazione dello statuto e sue eventuali
modificazioni;
b) predisporre il bilancio consuntivo e preventivo entro il 31 marzo, da sottoporre
all’approvazione dell’assemblea;
c) ricevere le domande di ammissione e rinnovo, registrarle in ordine cronologico, procedere
all’esame dei requisiti richiesti e decidere in merito alla ammissioni, tenuto conto delle
disposizioni legislative;
d) fissare la quota annua di ammissione nei termini e secondo le procedure di legge;
e) fissare l’ammontare dell’eventuale gettone di presenza per la partecipazione alle riunioni
del comitato di gestione e dei compensi ai terzi che sono chiamati a partecipare all’attività
degli organi, nonché deliberare il compenso di competenza del collegio dei revisori dei conti;
f) prevedere il ritardo della consegna dell’inserto, per una o più giornate di caccia nella propria
specializzazione per chi non partecipa ai censimenti, ai controlli o giornate lavorative nel
rispetto delle norme emanate dal Comitato di Gestione stesso.
g) prevedere la perdita della possibilità di esercitare, per uno o più anni, la caccia nel
Comprensorio ai galliformi alpini, alle lepri e agli ungulati a chi non annota negli appositi
tesserini, nei termini previsti, i capi di selvaggina abbattuti. La stessa sanzione disciplinare si
applica a chi, in qualsiasi modo e tempo, trafuga o cerca di trafugare la selvaggina;
h) prevedere la corresponsione di una somma sostitutiva per chi eventualmente non può
partecipare alle operazioni gestionali programmate dal Comitato di Gestione.
i) provvedere, anche tramite apposite coperture assicurative e, comunque, con le modalità
previste dalla normativa vigente, all’indennizzo dei danni provocati dalla selvaggina alle
coltivazioni agricole nei territori interessati;
j) fissare la misura degli incentivi da erogare annualmente agli agricoltori/conduttori dei
terreni che si impegnino al ripristino degli ambienti ed alla salvaguardia della selvaggina;
k) approvare le eventuali convenzioni con l’amministrazione pubblica in merito alla gestione dei
particolari territori o istituti;
l) deliberare sugli orientamenti programmatici delle attività, in base alle previsioni dell’art. 31
della L.R. 26/93 e successive modifiche, avvalendosi della collaborazione di tecnici faunistici;
m) individuare modalità adeguate alla conservazione e al razionale utilizzo della fauna
selvatica vocazionale al territorio e predisporre i piani annuali di protezione e di prelievo
adeguandoli agli eventuali progetti di miglioramento ambientale deliberati dalle province
all’interno del territorio interessato;
n) proporre alla provincia, per l’approvazione, i piani di prelievo annuali, predisposti previo
censimenti della fauna stanziale, fermo restando il rispetto dei contenuti previsti nel
calendario venatorio regionale;
o) compilare le relazione illustrativa dell’attività annuale da trasmettere, assieme al bilancio
finanziario consuntivo, entro il 15 maggio di ogni anno all’amministrazione provinciale;
p) mettere in atto le iniziative ritenute necessarie, al fine di promuovere iniziative culturali
venatorie sul territori di competenza;
q) provvedere all’acquisto o all’alienazione dei beni strumentali;
r) designare un proprio rappresentante della consulta faunistica venatoria provinciale;
s) svolgere gli altri compiti e tutte le operazioni che si rendessero necessarie per la gestione del
C.A..

Art. 7
Assemblea dei cacciatori iscritti

1. L’assemblea è composta da tutti i soci ammessi all’esercizio venatorio all’interno del C.A. in regola
con il pagamento delle quote associative, che possono organizzarsi anche nei modi previsti dal
successivo art. 8, comma 8.
2. Nel caso in cui l’assemblea non approvi il bilancio consuntivo e/o qualora il presidente della
provincia accetti la sussistenza di gravi o ripetute irregolarità, lo stesso scioglie il comitato di
gestione.

Art. 8
Convocazione assemblea dei cacciatori iscritti

1. L’assemblea dei cacciatori iscritti viene convocata e presieduta dal presidente per deliberare
secondo quanto previsto dal presente statuto.
2. L’assemblea deve essere altresì convocata dal presidente qualora ne sia fatta richiesta da parte
di almeno un quinto dei suoi componenti, con comunicazione, spedita al comitato di gestione ed al
presidente del collegio dei revisori dei conti mediante lettera raccomandata, indicante gli
argomenti da trattare, ovvero su richiesta del collegio dei revisori dei conti.
3. Trascorsi inutilmente venti giorni dalla richiesta di cui al comma 2 senza che il presidente abbia
provveduto ad attivarsi in tal senso, la convocazione è fatta d’ufficio nei successivi dieci giorni dal
presidente del collegio dei revisori dei conti.
4. La convocazione è resa nota almeno 20 giorni prima, con l’indicazione della sede, del giorno e
dell’ora, nonché dell’ordine del giorno, ai soci con appositi manifesti murali da affiggere nei
comuni compresi nel C.A., e con avviso scritto, almeno 25 giorni prima di quello fissato per
l’adunanza. Oltre che ai componenti di diritto, l’invito è esteso al comitato di gestione e al
collegio dei revisori dei conti.
5. Ciascun associato ha diritto ad un voto e può farsi rappresentare in assemblea da un altro socio
mediante delega scritta, firmata ed accompagnata da una copia fotostatica di un documento
d’identità del delegante. Non sono ammesse correzioni o cancellazioni sulle deleghe e neppure è
consentito che un socio possa trasferire le proprie deleghe ad un altro socio. Ogni socio non può
rappresentare più di 5 iscritti.
6. Le adunanze dell’assemblea sono valide in prima convocazione quando vi sia la presenza di
almeno la metà dei suoi componenti, oltre al presidente o a chi ne fa le veci; in seconda
convocazione sono valide qualunque sia il numero dei partecipanti.

Art. 9
Compiti dell’assemblea dei cacciatori iscritti

1. Spetta all’assemblea dei cacciatori iscritti:

  • approvare lo statuto e le sue eventuali modifiche;
  • eleggere il presidente del C.A., scegliendolo fra i componenti del comitato di gestione secondo le modalità di cui all’art. 4, comma 1 del presente statuto;
  • approvare il bilancio consuntivo e preventivo entro il 30 aprile;
  • pronunciarsi sugli argomenti sottoposti al suo esame dal comitato di gestione;
  • avanzare proposte ed iniziative al comitato di gestione sulle quali il comitato deve esprimersi con atto deliberativo, nel rispetto delle proprie competenze.

Art. 10
Collegio dei revisori dei conti

1. Il collegio dei revisori dei conti è composto da tre membri effettivi e due supplenti ed è nominato
con provvedimento del presidente della provincia, sentito il comitato di gestione del C.A..
2. Il presidente del collegio viene scelto tra gli iscritti nel registro ufficiale dei revisori contabili; gli
altri due componenti vengono scelti, preferibilmente, fra gli iscritti all’albo dei dottori
commercialisti o nel collegio dei ragionieri e periti aziendali ovvero nel registro dei revisori
contabili.
3. Il collegio dei revisori dei conti rimane in carica per lo stesso periodo previsto per il comitato di
gestione, e comunque, fino alla nomina del successivo comitato.

Art. 11
Compiti del collegio dei revisori dei conti

1. Il collegio dei revisori dei conti esercita la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della
gestione del C.A., agendo a tal fine sulla scorta delle norme previste dal codice civile in materia
societaria.

2. Il collegio attesta la corrispondenza dei bilanci e del rendiconto alle risultanze della gestione,
redigendo apposita relazione tecnico – finanziaria che accompagna il bilancio consuntivo ed il
rendiconto tecnico – finanziario predisposto dal comitato di gestione.
3. Il collegio redige apposita relazione che accompagna il bilancio preventivo predisposto dal
comitato di gestione.
4. Il presidente convoca e presiede il collegio, che deve riunirsi almeno ogni quadrimestre. In ogni
riunione periodica deve essere accertata la corrispondenza di cassa.
5. Il collegio ha, in ogni momento, libero accesso a tutti gli atti e documenti del C.A. per il riscontro
dell’osservanza delle norme di legge, nonché per la verifica del rispetto delle regole di buona e
corretta amministrazione.
6. Delle riunioni del collegio viene redatto apposito verbale, sottoscritto dai revisori intervenuti, che
deve essere trascritto su apposito libro.
7. L’ordinaria attività di verifica e riscontro può essere esercitata dai componenti del collegio, anche
singolarmente, sulla base di un atto collegiale comunicato al presidente del comitato di gestione.
8. Su richiesta del presidente del comitato di gestione, comunicata con almeno otto giorni di
preavviso, il collegio dei revisori dei conti è tenuto, salvo motivata giustificazione, ad assistere
alle sedute del comitato di gestione e dell’assemblea ed ad esprimere il suo parere sugli aspetti
economico – finanziari delle questioni trattate. In caso di impossibilità a partecipare alle suddette
sedute, sono ammessi anche preventivi pareri per iscritto.
9. Qualora il collegio riscontri gravi irregolarità nella gestione svolta dal comitato di gestione o dal
presidente, o qualora le deliberazioni del comitato stesso siano in contrasto con i criteri di
economicità e di buona e corretta amministrazione, esso deve senza indugio diffidare, per iscritto,
il presidente del comitato di gestione a regolarizzare quanto riscontrato entro 15 giorni. Decorso
inutilmente tale termine, il collegio informa il presidente della provincia per gli atti conseguenti.
10. Gli onorari spettanti al collegio sono deliberati dal comitato di gestione ai sensi dell’art. 6,
comma 8, lettera f) del presente statuto, contestualmente alla nomina, sulla base della tariffa in
vigore in relazione alle rispettive categorie.

Art. 12
Commissioni territoriali operative

1. Il comitato di gestione può istituire commissioni territoriali operative, determinandone la
composizione ed i compiti.
2. Le commissioni sono presiedute da un componente del comitato di gestione.
3. Le commissioni operano ricercando ed utilizzando preferibilmente il volontariato.

NORME DI FUNZIONAMENTO

Art. 13
Elezione e durata delle cariche dei membri del comitato di gestione

1. La durata in carica del comitato di gestione corrisponde a quella effettiva del consiglio
provinciale.
2. La durata in carica dei membri di nomina amministrativa corrisponde a quella effettiva degli
organi che li hanno nominati.
3. Per tutti i membri designati, è ammessa la revoca da parte degli organi designati. La sostituzione
deve comunque essere motivata.
4. I membri sono tutti rinominabili, indipendentemente dalla durata del mandato, e mantengono i
loro poteri anche oltre il termine di cui ai commi 2 e 3, fino alla nomina dei nuovi membri.
5. Non sono nominabili e comunque decadono da ogni carica ricoperta:

  • i cacciatori associati non in regola con il pagamento delle quote e che non regolarizzino la loro posizione entro quindici giorni dalla messa in mora;
  • coloro che, comunque, perdano la qualità di soci per dimissioni, espulsione od altra causa;
  • coloro che vengano sospesi dall’organo associativo;
  • coloro che siano stati interdetti dei pubblici uffici, per il periodo corrispondente all’interdizione;
  • il presidente, qualora commissariato per inadempienze di cui all’art. 30 della L.R. 26/93 e successive modifiche.

6. La decadenza degli incarichi deve essere deliberata dal comitato di gestione e diviene
immediatamente esecutiva. Dell’avvenuta decadenza deve essere data tempestiva comunicazione
alla provincia, ai fini dell’adozione degli atti di competenza.

Art. 14
Cessazione e vacanza delle cariche

1. Qualora, per qualsiasi motivo, uno dei membri del comitato di gestione cessi dalla carica, il
comitato stesso comunica alla Provincia la necessità di provvedere alla nomina del sostituto.
2. Qualora il numero dei membri del comitato di gestione risulti ridotto a meno della metà, tale
organo decade.
3. I componenti dei comitati di gestioni che immotivatamente non partecipano ai lavori per tre
riunioni consecutive dei comitati stessi decadono dalla carica.

Art. 15
Votazioni dell’assemblea

4. Le votazioni dell’assemblea sono, di regola, palesi. Salva diversa disposizione, esse avvengono a
scrutinio segreto qualora un terzo dei presenti ne faccia richiesta.
5. Per la validità delle deliberazioni è richiesta la maggioranza dei votanti, salvo il caso cui sia
diversamente stabilito dalla legge o dal presente statuto.
6. In caso di parità di voti la votazione deve essere ripetuta. Nelle votazioni palesi qualora
permanga la parità, prevale la proposta votata dal presidente o da chi ne fa le veci.
7. Sono nulle le votazioni in cui il numero degli astenuti sia superiore al numero dei voti validi
espressi. In questo caso può essere indetta, nella stessa adunanza, una nuova votazione che sarà
valida qualunque sia il numero degli astenuti.

CAPO IV
NORME AMMINISTRATIVE E CONTABILI

Art. 16
Esercizio finanziario e bilancio di previsione

1. L’esercizio finanziario va dal 1 gennaio al 31 dicembre dell’anno successivo.
2. Il bilancio di previsione è predisposto dal comitato di gestione entro il 31 marzo. E’
accompagnato da una relazione illustrativa ed è approvato dall’assemblea entro il 30 aprile. E’
formato in termini di competenza e di cassa.
3. Il bilancio di previsione consta di:

  • uno stato di previsione delle entrate;
  • uno stato di previsione delle spese;
  • un quadro generale riassuntivo.

4. Nel bilancio di previsione il totale delle spese non può essere superiore al totale delle entrate di
cui si prevede la riscossione.

Art. 17
Conto consuntivo

1. I risultati ottenuti alla fine della gestione di un esercizio finanziario formano il conto consuntivo o
rendiconto annuale.
2. Il conto consuntivo o rendiconto annuale è presentato dal comitato di gestione all’assemblea, per
la sua approvazione, nell’esercizio successivo a quello cui si riferisce, ed in coincidenza con la
presentazione del bilancio di previsione.
3. Il conto consuntivo o rendiconto annuale è composto dalla situazione economica – amministrativa e
dal conto generale del patrimonio.
La situazione economico – amministrativa pone in evidenza:

  • i conti di cassa all’inizio dell’esercizio, gli introiti ed i pagamenti complessivi eseguiti nell’anno in conto competenza ed in conto residui ed il saldo alla chiusura dell’esercizio;
  • l’eventuale avanzo di amministrazione;
  • l’eventuale conto economico fiscale, qualora l’amministrazione ponga in essere una gestione commerciale.

Il conto generale del patrimonio in termini di valori aggiornati alla data della chiusura
dell’esercizio finanziario cui si riferisce, deve contenere:

  • le attività e le passività finanziarie;
  • i beni mobili e immobili;
  • ogni altra attività e passività, nonché le poste rettificative.

4. Il bilancio consuntivo comprende i risultati della gestione del bilancio per le entrate e le uscite.
5. Il bilancio consuntivo non deve chiudere in disavanzo. Qualora si riscontrasse tale eventualità, a
causa di rimborso danni o spese impreviste intervenute nell’esercizio, il bilancio preventivo del
successivo esercizio deve prevederne l’integrale copertura.
6. Qualora, invece, il bilancio consuntivo presentasse per due esercizi consecutivi avanzo crescente, il
comitato di gestione deve darne motivazione in sede di approvazione. Se l’avanzo non è
determinato dall’esigenza di accantonare fondi per la copertura di spese straordinarie o per
investimenti futuri, su proposta del collegio dei revisori dei conti, il comitato di gestione procede
alla riduzione delle quote associative.

Art. 18
Dotazione finanziaria

1. Il fondo di dotazione finanziaria del C.A. è composto da:
a) quote versate dai cacciatori iscritti;
b) finanziamenti erogati dalla provincia;
c) contributi di terzi a fondo perduto e donazioni.

Art. 19
Opere e forniture

1. Il comitato di gestione, nell’ambito delle proprie funzioni, può ordinare lavori o forniture nei limiti
prefissati nel bilancio preventivo e, comunque, di importo complessivo mai superiore alle
disponibilità economiche accertate di cassa.
2. La delibera di spesa autorizza il presidente a provvedere all’assunzione dell’impegno mediante il
sorgere dell’obbligazione nei confronti del contraente scelto, secondo quanto disposto dal
presente statuto.
3. L’assemblea, annualmente, fissa un importo massimo di spesa chiamato “Fondo economale”, entro
il quale il presidente del comitato di gestione può disporre per le piccole spese di ordinaria
gestione.

Art. 20
Disposizioni varie

1. Il comitato di gestione autorizza il rimborso a piè di lista effettivamente sostenute nello
svolgimento di incarichi regolamento conferiti dagli organi del C.A.. Può altresì determinare
compensi ed onorari in relazione alla gravosità dell’impegno connessa alla carica rivestita
all’interno degli organi statutari. Esso può anche stabilire un compenso a favore di coloro ai quali
vengono affidati incarichi specifici.
2. Salvi gli obblighi previsti dalla normativa ordinaria, il C.A. deve dotarsi dei seguenti registri o
libri sociali:
a) libro protocollo;
b) libro giornale;
c) libro dei verbali delle riunioni del comitato di gestione;
d) libro dei verbali delle riunioni dell’assemblea;
e) libro verbali delle riunioni del collegio dei revisori dei conti;
f) libro soci.
3. Detti libri vanno tenuti a cura del comitato di gestione, ad esclusione di quello di cui al punto 2)
lettera e), di competenza del collegio dei revisori.

CAPO V
DISPOSIZIONI FINALI

Art. 21
Disposizioni finali

1. In caso di scioglimento del C.A., tutto il patrimonio sociale che eventualmente rimanesse dovrà
essere devoluto ad altre organizzazioni non lucrative di attività sociale o a fini di pubblica utilità,
sentita al provincia di competenza.
2. Per quanto non espressamente previsto del presente statuto, valgono le disposizioni legislative e
regolamentari che disciplinano la materia e, ove applicabili, le disposizioni di cui al libro I, titolo
II, capo III del Codice Civile.
3. Il presente Statuto viene adottato dal comitato di gestione del C.A. in occasione della prima
seduta e sottoposto alla prima assemblea per l’approvazione.
Approvato dall’Assemblea nella seduta del 10 luglio 2010 ai sensi dell’art. 30, 2° comma della L.R. n.
26/93.

IL SEGRETARIO
Eugenio Sosio

PRESIDENTE
Roberto Canclini

 

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